Quando è corretto iniziare ad investire in generale, ed in immobili in particolare?

Quando è corretto iniziare ad investire in generale, ed in immobili in particolare?

Nella nostra pratica professionale quotidiana ci rapportiamo con persone che vogliano cominciare ad investire in immobili, desiderino acquistare asset immobiliari con l'ottica, perche' questa è la nostra expertise, di avere un piccolo portafoglio di immobili che generi reddito in maniera continuativa che negli anni vada sempre più a sommarsi al reddito di lavoro contribuendo a creare una maggiore sicurezza prospettica nell'ottica di un pensionamento futuro. 

In questi giorni di altissima volatilità del mercato azionario con crolli delle quotazioni dovuti alla diffusione in Europa del Covid-19, ci siamo chiesti quando sia opportuno inziare ad investire, la risposta non essendo quando si hanno i primi soldi per le mani.

L'attività dell'investire consiste nel legare parte della propria ricchezza ad una qualche attività, sia essa un'obbligazione, un titolo azionario, una partecipazione azionaria in una società non quotata o in un immobile. Lasciamo da parte qualsiasi "flipping" delle attività di cui sopra, ovvero il non esporsi alla incertezza che un asset presenta per la sua natura ma lo sfruttare il fatto di essere riuscito ad otttenerlo ad un prezzo "inferiore al mercato", o con un timing fortunato, e quindi essere in grado di realizzare un guadagno in tempi molto brevi rivendendolo ad un "operatore normale" del mercato.

Pensiamo ad un day trader in azioni, che dopo anni di esperienza e' riuscito a riconoscere dei pattern di mercato all'apertura delle contrattazioni la mattina di alcuni titoli: non farà altro che comprare o vendere gli stessi nell'attesa, pochi minuti dopo, che questo sbilanciamento sia venuto meno, andando a chiudere la sua posizione in guadagno. Stessa cosa, anche se con tempi sicuramente più dilatati, anche nell'ordine dei mesi, è colui che compra una abitazione ad un'asta giudiziari, avendo una sua tecnica particolare (che noi non abbiamo mai capito negli ultimi anni dove in asta ci sono centinaia di persone che fanno a gara per chi riesce a spendere di più per un immobile brutto ... )  per far sì di pagarle a forte sconto sul prezzo di mercato in quel momento delle agenzie immobilari. In questo caso il fine dell'investitore non è quello di mettere a reddito l'immobile e di detenerlo negli anni ma di andarlo arivendere subito, magari dopo avergli fatto un po' di home staging, ovvero una sistemazione genrale per farlo apparire più carino.

In questo post parliamo dell'investimento "vero" di lungo periodo, della decisione di una persona, sia esso investitore privato o professionista, di acquisire un bene, che per sua natura porta ad un ritorno economico (affitto, cedole, interessi, roialty ...) nel calcolo che lo stesso al livello a cui lo ha acuistato, presenti un buon rendimento immediato e che, negli anni, la alutazion stessa possa subire un incremento andando a proteggere l'investitore dalla dinamica inflazionistica tipica della nostra società, magari facendolo anche guadagnare qualcosa in termini reali.

Chi compra casa con noi, si lega all'immobile per almeno 7-10 anni, sconsigliamo fare un investimento immobiliare (a meno di non torvarsi in situazioni particolari come quella odierna dove le quotazioni potrebbero subire un ingiustificato crollo da coronavirus) per orizzonti temporali più ristretti. Ci domandiamo quando sia corretto affrontare questo genere di investimento, e nel settore immobiliare la domanda è tanto più importante per la illiquidità che caratterizza il bene di cui si tratta.

Se compro un portafoglio di azioni e me ne pento, per esempio perchè le stesse sono crollate del 40% a causa del coronavirus, impiego un giorno massimo per chiamare il mio broker e dirgli di vendere tutto al prezzo di mercato. Vero che alla fine reintasco solo il 60% dell'investimento iniziale, seguendo le ipotesi dell'esempio, ma ho subito i soldi disponibili per affrontare "eventuali necessità". Sono queste "eventuali necessità" che secondo noi non dovrebbero esserci, o meglio: nella consapevolezza che la vita ci soprende sempre e non solo in termini postivi, è bene fare in modo che ogni possibile sorpresa ci possa cpaitare, la stessa non vada subito ad intaccare la strategia di investimento che magari abbiamo impiegato mesi o anni a confezionare.

Da questo genere di valutazioni, dal non volere più sentire un cliente che ci prega di "svendere" il proprio immobile nel peggior momento di mercato perchè "ha bisogno di liquidità", ci è venuto in mente questo post.

Entriamo quindi nel vivo del nostro argomento: cosa bisogna controllare prima di fare un investimento? Due cose essenzialmente:

1 - analizzare la propria copertura assicurativa nel caso di eventi avversi a sè e alla propria famiglia. L'Italia è un paese che non ha cultura assicurativa, per motivi stupidi di scaramanzia, si tende a voler dimenticare che incidenti vengono, che si muore in incidenti stradali senza averlo previsto nel calendario lasciando la propria famiglia in gravi difficoltà o rimanendo paralizzati, anche in caso in cui la famiglia ancora non ci sia, e quindi con una mnore capacità reddituale per il periodo rimanente della propria vita. A nostro parere, un padre, o una madre, di famiglia, dovrebbero essere assicurati sulla propria morte per una cifra consistente (secondo noi 1 MLN di EURl, dovrebbero poi essere assicurati in caso di invalidità grave, magari anche con franchigia alta (ovvero se perdo un dito in una pressa non mi danno nulla, se ci perdo un braccio l'assicrazione mi passa 1500 EUR al mese finchè campo. C'e' poi la lungimiranza di avvere un'assicurazione famigliare su quello che potrebbero "combinare" i propri figli. Un esempio recente: a scuola, nel periodo di intervallo, un figlio di un nostro cliente ha fatto uno sgambetto ad un compagno che cadendo si e' distrutto  buona parte degli incisivi. La cosa è costata, dopo intevento di avvocati da ambo le parti una bella cinquantina di migliaia di euro, cifra che il nostro cliente aveva - essendo molto benestante - ma provate ad immagina di dover sborsare voi, dalla sera alla mattina, una cifra di questo tenore per una cosa occorsa a causa di vostro figlio! Avere una buona copertura assicurativa è una delle azioni più responsabili che si può fare ne confronti della propria famiglia, fa si' che non ci possano essere incidenti, anche se gravi, che disgreghino la famiglia, almeno dal punto di vista economico. L'eserienza ci mostra che sono proprio le "disgrazie" che ci obbligano a liquidare i nostri investimenti quando meno vorremmo liberarcene; la soluzione c'e' e si chiama "assicurazione"

2 - una volta assicurati, non abbiamo finito il nostro compito perchè dobbiamo avere un altro tipo di "assicurazione", una pratica che i vecchi ci consigliavano di avere prima dell'avvento del consumismo ad ogni costo: risparmiare, o meglio, avere un "gruzzoletto" di danaro contante, o comunque investimenti finanziari supe liquidi, pronti ad essere incassati in ogni momento su cui fare affidamento in ogni altra situazione di stress non inclusa in quelle da cui si possiamo assicurare come detto nel punto 1.  Pensiamo alla quarantena da coronavirus, da un momento all'altro la situazione ha imposto a buona parte della popolazione di interrompere la propria attività economica, stando a casa "consumando" quanto accantonato precedentemente. Una cosa che ci ha sopreso è stato vedere, dopo due sole settimane di fermo dell'attività economica, già molte attività imprenditoriali e famiglie in crisi di liquidità, un segno chiarissimo che non era stato "messo da parte" nulla per un periodo come quello attuale, eccezionale sì perchè globale ma non eccezionalissimo se consideriamo i mille motivi per cui una singola famiglia potrebbe essere impedita nel guadagnae per qualche mese. La nostra regola del pollice ("rule of thumb" inglese)  è quella di consigliare ai nostri clienti di avere l'equivalente di un anno di salario disponibile sul proprio conto corrente, o comunque in titoli subito smobilizzabili senza penali o ritardi vari (quindi vade retro le varie polizze assicurative che i brker di cui sopra vi propongono: dalle società di assicurazioni ci si va ad assicurare ma NON ad investire il proprio danaro, mi raccomando!)

Una volta superati i due punti di cui sopra, è più che corretto e anzi molto intelligente e previdente, cominciare a voler investire il proprio danaro, nella consapevolezza che in futuro, una volta diventati vecchi, o ancora prima quando i figli entreranno nell'età adulta e avranno necessità costose (pensiamo all'università) avremo bisogno di una ricchezza superiore a quella che abbiamo adesso e non possiamo fare affidamento solo su un reddito da lavoro, magari anche imprenditoriale, che potrebbe non avere le dinamiche ottimistiche che oggi ci diciamo.

Avere fatto i propri compiti sui due punti di cui sopra fa sì che anche nella situazione peggiore, non sareo costretti a liquidare un investimento nel periodo peggiore per la valutazione del medesimo, periodo che molto probabilmente coincide con il difficile periodo che stiamo avendo al lavoro e al difficile periodo che sta avendo forse l'economia nel suo complesso: il tempo e' amcio dell'investitore ma nemico dello speculatore. Il tempo e' la variabile che farà sì che il nostro investimento, studiato con cura ed acquistato al giusto prezzo, si riveli un winner e non l'ennesimo looser.

 

Come sempre site invitati a condividere con noi cosa pensate del nostro post, scrivendoci a: info@housingmilan.com

  

 

 

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