Appunti per una due diligence di un fondo di investimento

Appunti per una due diligence di un fondo di investimento

Il presente post è rivolto ad investitori di taglio più alto dei nostri post standard, investitori che vengano approcciati da fondi di investimento o marketer degli stessi, per allocazioni che vanno dai 100k EUR fino ai 5-10 MLN.

I fondi di investimento di cui parliamo rientrano genericamente nella tipologia dei "fondi alternativi", ovvero non sono fondi di azionario o obbligazionario, le due classi di attività principali, per cui fanno da padrone in primis gli ETF, che consentono forse l'esposizione più efficiente e a minor costo a questo tipo di fattori di rischio ed, in seconda battuta, i fondi comuni, che però la pratica - confermata dalla ricerca accademica - ci insegna sono ormai degli operatori di indice, ovvero hanno poca voglia/coraggio di allontanasi troppo dall'indice di investimento di riferimento, sia esso nel mondo azionario, obbligazionario o bilanciato, ovvero un mix dei due precedenti.

Quando vi vengono presentati dei fondi in cui investire che facciano: hedge fund, private equity, immobiliare o altro è bene avere in mente una checklist per controllare che quantomeno le cose base siano tutte a posto.

Size matters: la dimensione in finanza conta, eccome

Il primo controllo da fare è capire quanti soldi la società di gestione che ci ha contattato gestisca. Una piccola partnership che gestisce 15 MLN di EUR non ha assolutamente lo stesso profilo di rischio di un fondo blasonato che gestisca, nella stessa strategia, da anni, un miliardo.

Essendoci delle chiare economie di scala a favore di chi gestisce il denao altrui, più soldi uno ha in gestione, maggiori sono le sue possibilità di assumere personale, gestire tutte le piccole e grandi problematicità quotidiane del business senza lasciare nulla ad approcci "caserecci", penso ad esempio a molti piccoli fondi hedge che hanno il proprio P&L ancorà su Excel di Microsoft.

Per un investitore poi di una certa size, fa sentire molto più sicuro, in termini di liquidabilità della propria quota, sapere di investire 5 MLN di EUR in un fondo da 100 MLN, in cui si pesa solo il 5% delle masse gestite, piuttosto che affidare le proprie risorse ad un fondo che ne ha solo 15, dove il nostro investimento rappresenta il 33% del totale e di fatto sostiene il business stesso della società

 

Track record e anni di esperienza: mai affidarsi a chi "ci prova" per la prima volta

Il mondo dell'asset management consente a chi ha successo, nella raccolta e gestione di grandi capitali, fenomenali ricchezze, non soprende che quindi attragga molti talenti ma anche molti che di talento ne hanno poco e sono spinti solo dalla voglia di "fare il colpaccio".

Avere avuto un passato di successo come "dipendente" di una grande banca o di un altro fondo di investi,ento in un dato settore non garantisce di essere dei buoni fund manager della stessa cosa una volta messisi in proprio. I successi passati sono, come si suol dire, una condizione necessaria ma NON sufficiente ad avere successo nel lanciare un proprio fondo di investimento.

Le motivazioni sono molte, si va da un diminuito deal flow una volta che ci si è messi in proprio, ad una mancanza di infrasturtture operative che erano invece date per scontate nella grande struttura, fino alla semplice difficoltà di dover gestire non solo il lato di fund management - di cui si è magari piu' che eserti - ma anche tutte le altre dimensioni imprenditoriali che avere una propria casa di gestione comporta.

Investire con un manager che lancia il proprio primo fondo è gesto di grande fiducia nel manager stesso ma è sopratutto cosa che comporta dei rischi non da poco che devono essere a nostro parere controbilanciati da un trattamento preferenziale, sia esso in termini di fee o di liquidità, che non avremmo altrimenti se investissimo nel suo terzo fondo come tutti gli altri.

Per track record poi intendiamo un track record di risultati che siano audited, ovvero sottoposti a certificazione da parte di una società di revisione, non basta un paio di slide di una presentazione powerpoint. Per molti investitori istituzionali, ad esempio, non si parla neanche di investire in fondi che abbiamo meno di tre anni di track record - nel caso di fondi liquidi come gli hedge - o nel caso di società che siano solo al loro "primo fondo" nel caso di prodoti più illiquidi.

Struttura, onshore meglio che offshore

Fino a Mdaoff e alla debacle che ha segnato il mondo dell'asset management dovuta allo scoppio del Ponzi Scheme ideato dallo stesso, molti prediligevano fondi offshore, ad esempio Cayman, ogi è vero l'esatto contrario: quasi tutti gli istituzionali non guardano nemmeno a prodotti che non abbiano giurisdizione onshore e che non siano ad esempio prodotti Ucits.

La classificazione di un prodotto come Ucits aiuta di molto la due diligence e la semplifica, nel caso di prodotti illiqudi, avere delle eventuali grane con società che siano basate in Europa e non alle Isole Vergini poi da molti meno grattacapi all'incauto investitore che ci si trova a litigare.

Il team: quanto è coeso e quanti soldi propri ha messo nel prodotto che vi sta offrendo

Il team deve essere un team "vero", gente che lavora insieme da anni e che ha attraversato anche momenti difficili di mercato ed operativi che sicuramente si ripresenteranno, non vale mettere insieme tra bei giovanotti di altrettante investment bank con valori e metodi di azioni diversi ... la cosa avrà vita breve.

Lo stesso team poi deve essere intestatario ideale del track record di cui sopra: se du figli di papà comprano un fondi di private equity o, ad esempio, l'hedge fund di Soros questo non implica che la bravua di gestore di Soros si trasferisca ad essi, ma che con dei loro soldi hanno comprato una società che ha tanti asset in gestione che prima del loro arrivo erano gestiti da un genio. Ecco perchè crediamo poco a comprare società di asset management, non ci sono solo i soldi, facili d avedere, ma anche la capacità di farli rendere con un livello accettabile di rischio, e questa è un'arte che non tutti possiedono!

I manager del fondo devono poi mostrare coi fatti, e non solo a prole, di credere in quello che fanno. Visto che non gestiscono un fondo a benchmark, in cui uno giustamente potrebbe dire di non essere interessato ad investire, è lecito attendersi che una buona parte della loro net worth sia investita nei prodotti che gestiscono. Se ciò non avviene, ancorchè le scuse appaiano credibili, meglio lasciar perdere: mai credere nel medico che per primo non si inietta la mediccina che vuole somministrarvi.

L'allineamento di interessi tra gestori ed investitori, in questo caso più propriamente "limited Partners" deriva dall'essere sulla stessa barca e su uno dei due è li' solo a prendere le fee della gestione, la cosa non va bene.

Possibilità di incontrare e confrontarsi con i gestori.

Nel momento in cui si fanno investimenti "esotici", magari in territori lontani, è giusto aspettarsi di poter incontrare e confrontarsi con i manager, de visu, per chiedere come vanno le cose. Se investiamo in un fondo di venture capital specializzato sul Vietnam e il gestore dello stesso non vuole prendere aerei, ci dovremo accontentare di Zoom call all'infinito per tutta la durata del nostro investimento. A nostro parere è lecito attendersi una visita in Europa, nelle pricnipali città finanziarie, almeno una volta all'anno per aggiornare gli investitori che hanno dato fiducia al fondo, di come stanno andando le cose. 

 

Come sempre, siamo a vostra disposizione, per commenti e condividere vostre esperienze a: info@housingmilan.com

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