Discount Brokers: ennesima idea vecchia spacciata per innovativa

Discount Brokers: ennesima idea vecchia spacciata per innovativa

Penso che capiti a tutti, almeno ogni 3 mesi si viene chiamati da amico o conoscente che non si sente da almeno 10 anni: questo, dopo aver rotto il ghiaccio informandosi a grandi linee se siamo ancora vivi, se lavoriamo e se abbiamo famiglia, ci informa che gli è venuto in mente proprio il nostro nome, pensa un po', quando una persona gli ha presentato una eccezionalità di investimento-lavoro. Svelo subito la fine della storia: trattasi di network marketing, o come si chiama in italiano: marketing multilivello. Investi nei prodotti di un azienda, o servizio, e questo ti da diritto di vendere lo stesso prodotto o servizio ad altri con, ovviamente, possibilità illimitate di fare SOLDI.

Il netowrk marketing, che io personalmente odio, è forse l'esempio principe di una metodologia di distrbuzione di prodotti, altro nonè, che esiste da ormai quasi 100 anni, che non è mai andato da nessuna parte (si stima che meno dell'1% dei beni mondiali siano "internediati" da queste società, ma che è continuamente proposto come cosa "innovativa", tecnologica, futuristica ... tante balle per convincervi a buttare un migliaio d euro in qualcosa che non vi serve e bruciare una decina di contatti facendo la figura del sordido piazzista, nonchè, per come la leggo io, della persona che pensa che il proprio interlocutore abbia tanto tempo da perdere per poter dedicare varie ore alla settimana a vendere prodotti dimagranti porta a porta o simili.

In questo periodo un noto portale immobiliare italiano di vendite tra privati, o meglio, non portale ma discount broker (visto che adesso il business model del medesimo è qello di far pagare una minima fixed fee al venditore che posta il proprio immobile sul sito e fare invece pagare una commissione di mercato a chi compra) sta cercando capitali "freschi" sul mercato in un aumento di capitale sicuramente dovuto al fatto che le risorse ricevute negli anni dai passati investitori sono terminate e serve nuovo carburante per farsi conoscere nel mondo. Bene, negli ultimi 2 anni sono nati non meno di altri 10 broker online che, a dispetto della differenza di nome e della supposta filosofia, fanno esattamente lo stesso: fanno pagare poco o nulla a chi vende casa, in questo modo - nella loro mente - riuscendo a popolare il sito di immobili in vendita, fornendo agli stessi "servizi immobiliari avanzati" come raccolta documenti e foto professionali e andando invece a chiedere al proprietario delle commissioni di mercato. Tutti ma proprio tutti si vendono come innovativi, figli della rivoluzione internet, social, tecnologica etc etc ...

E cosa ti andiamo a scoprire andando a leggere il bello e divertente libro di Kaplan dedicato alle società saltate per aria durante la "bolla di internet" del 1999-2000, che una di queste società superfinanziate dai venture capital e finita "con i lbri in tribunate" era proprio un discount broker, di nome "Homebytes", con lo stesso identico business model.

Kaplan non offre una analisi puntuale della sconfitta di questo modello di business - basato come tutti i suoi epigoni successivi, sulle ricche fee che caratterizzano il mercato della internediazione immobiliare che questi personaggi vogliono scardinare con il loro sito web ed una rete di agenti, di seconda categoria, sparsi sul territorio - ma offre due suggerimenti che non è male riprendere.

1- il business è facilmente replicabile: se tu fai un sito dove n-mila persone possono pubblicare i propri annunci immobiliari, io posso fare la stessa cosa, non vi è alcuna barriere all'ingresso ad impedirmelo. Se chiedi 500 EUR, io ne chiedo 300 ... quello dopo 100 ... inutile dire che l'equilibrio di mercato presto arriva a GRATIS

2- Non solo il business online è replicabilissimo e senza nulla di proprietario che lo possa in qualche modo proteggere dalla concorrenza, ma evidentemente se in 20 anni non ci sono stati esempi di successo nel nostro paese significa che le migliaia di agenzia sparse sul territorio, forniscono un servizio che è difficilmente replicabile da un paio di impiegati amministrativi in un sottoscala a Milano, Roma o dovunque sia la base di questo genere di strutture.

Altri spunti di riflessione, in ordine sparso: 

- costi di marketing molto alti, s io sono a Lucca e ho un'agenzia, mi costa molto poco farmi conoscere in città, anche perchè opero lì 365 giorni l'anno e posso fare mille campagna di guerrilla marketing come volantini o altro a basso o bassissimo costo, ma se io voglio propormi come interlocutore sul territorio nazionale devo spendere in pubblicità su canali costosi come televisione, giornali e compagnia cantante

- gli immobili sono un bene "complicato", prpblemi catastali, urbanistici, di misurezione, legali, fiscali e le mille altre cose che rendono complicato il lavoro dell'agente immobiliare non spariscono se anzichè essere in loco gestisco la cosa per telefono, azni, diventano forse molto più difficili da risolvere perchè a differenza dell'agente immobiliare locale non mi posso recare direttamente in comune o catasto

- gli immobili si vendono quando il prezzo è giusto, come abbiamo detto in altri post sul tema: il ruolo principale dell'agente immobiliare - motivo principe per cui pagargli le ricch commissioni che chiede - è che lo stesso attua, con il suo lavoro che dura mesi, la "price discovery" del bene, ovvero una volta che ci porta, con noi stanchissimi, una proposta che decidiamo di accettare, abbiamo la certezza che quella sia la valutazione migliore realizzabile in quel dato periodo di mercato. Che tipo di incentivo può avere un impiegato che deve magari seguire 300 case sul portale? Nessuno, prende il prezzo dettogli dal proprietario, magari in cuor suo pensa sia un prezzo folle, ma i 500 EUR o quel che è di abbonamento al servizio sono stati pagati ed il deal è quindi fatto, anzhe se la casa non si vende: situazione del tutto diversa da quella del piccolo o grande agente immobiliare locale.

 

Visto che molti nostri lettori sono anche investitori in azioni ed alcuni anche in società in fase di startup, il nostro giudizio è un: lasciate perdere.

 

Per cndividere con noi le vostre impressioni ed idee sul discount broker onine, come sempre, vi invitiamo a sciverci a: info@hosuingmilan.com

 

    

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