Il fatto che i rendimenti siano modesti non implica che lo siano anche i rischi che ti sobbarchi

Il fatto che i rendimenti siano modesti non implica che lo siano anche i rischi che ti sobbarchi

Settimana scorsa parlavamo con un cliente di un fondo di private debt posseduto da quest'ultimo. Il private debt sono di fatto dei prestiti fatti a società non quotate che il gestore fa creando valore nel chiedere un tasso di interesse superiore alla reale rischiosità finanziaria della società emittente, i fattori da tenere presente sono sopratutto legati alla liquidità di questi strumenti che essendo emessi in piccoli ammontari (nell'ordine delle poche decine di milioni) non godono della stessa liquidità di mercato secondaio di emittente maggiori più conosciuti.

L'investitore ci diceva che era contento del 6% annuo pagato dal fondo in questi ultimi due anni, un giusto rendimento per il rischio insito nell'asset class in cui questo opera, a domande più puntuali sulla strategia del fondo e sugli effettivi parametri di finanziamento seguiti da questo il nostro investitore-cliente mostrava di spaerne poco o nulla, per lui era valida l'equazione: rende il 6%, il giusto, quindi avrà prestiti sui propri libri della "giusta" rischiosità.

Ci siamo allora permessi di fare noi una due diligence più approfondita della cosa e abbiamo scoperto che il fondo possiede una piattaforma offshore di concessione prestiti ad aziende, piattaforma che il fondo controlla per il 51%, che lavora in esclusiva per il fondo stesso e che sui soldi che vengono allocati a questa dal fondo paga un interesse del 10%. Su questo "costo del capitale" la piattaforma vuole ovviamente anche raggiungere un proprio ritorno diretto e, da voci di corridoio, siamo riusciti a scoprire che il tasso medio dei prestiti concessi si situa tra il 13 ed il 14%.

A questo punto il 6-6,5% che arriva in tasca netto all'investitore a fine anno è ben lontano dal 14% medio che le aziende che prendono a prestito pagano di interessi a chi ha prestato loro il danaro. Inutile dire che i gestori del fondo e chi fa il "lavoro vero" sul campo di "ceazione di queste security" finanziarie porta a casa cifre di enorme importanza, nell'rdine dei decine di milioni di euro l'anno, ma la cosa che ci interessa mostrare è che il 6% che arriva e che uno vede "scritto sul tabellone" non ha nulla a che vedere con la reale rischiosità dei prestiti che vengono fatti che avendo un tasso prossimo al 15% sono ben più rischiosi.

La prima cosa a cui pensare prima di investire i propri soldi non sono mai i rendimenti che si possono ottenere dall'investimento che vi viene proposto ma il tipo ed ammontare di rischio che prendete sulle vostre spalle con quella determinata posizione.

Per dirci cosa ne pensate,, come sempre: info@housingmilan.com